NESSUNO ESCLUSO!

Proprio perché la vita ha più protagonisti e non consiste in un monologo, ma dovrà essere sempre un dialogo, a Reggio Emilia, come altrove, c’è un gran bisogno di essere in tanti a pensare ed a intraprendere iniziative che contrastino in molti modi il fenomeno doloroso delle tossicodipendenze, per prevenire ed arginare i danni inflitti a persone che vivono con noi la città. E’ dimostrato che non ci sono saperi assoluti, modi garantiti, soluzioni certe; c’è invece un gran bisogno di ricercare e studiare come si intrecciano le dinamiche, come cambia l’approccio dei giovani, come reagiscono e cosa pensano i cittadini, e poi sperimentare percorsi differenti.
La ricerca, approfondita e prestigiosamente guidata da Roger Lewis, a Reggio c’è; ha comportato un lungo ed impegnativo lavoro; è raccolta in una pubblicazione che uscirà a giorni e verrà presentata e dibattuta in città alla fine dell’estate. Siamo tutti consapevoli che, alla luce di aspetti in rapido mutamento nell’uso e nell’abuso delle droghe, dovremo continuamente rimetterci in discussione per poter intervenire al meglio con informazione, prevenzione, cura, reinserimento, repressione, riduzione del danno. Nella recente ridefinizione normativa delle competenze in materia, i Comuni sono stati designati alla prevenzione, un ambito complesso, smisurato e primario. Il Comune di Reggio Emilia, pertanto, ha predisposto progetti mirati a questo ambito, avvalendosi della collaborazione di quanti sono esperti in città: il Centro di Prevenzione Sociale, già attivo da qualche anno, e le funzioni d’ascolto con il Ceis, per la formazione di delegati nei posti di lavoro con AUSL, Sindacati, Ceis e Amministrazione Provinciale; per l’Unità di Prevenzione mobile, i relativi operatori di strada e il materiale informativo con il SERT, il centro Giovanni XXIII, il Ceis e la Collina; per il Servizio Sociale d’accompagnamento con il SERT. Iniziative diversificate, frutto dell’appassionato impegno di chi opera ed ha esperienza nel campo, preziose se non altro perché mirano a non lasciare soli i giovani in potenziale difficoltà, i genitori, gli educatori, nonché gli operatori sociali ed economici. Mi pare, inoltre, necessario riconoscere che se, ciascuno nel suo ambiente e nel suo ruolo sociale e familiare, si convincerà che può fare personalmente qualche piccola cosa o qualche onesta riflessione per far sì che i nostri giovani non scivolino nella droga, che alcuni che ne erano succubi se la scrollino di dosso e si riprendano il loro futuro, che altri che non hanno ancora trovato la forza di uscirne abbiano luoghi e persone accanto che li aiutino a non annullarsi del tutto, la nostra città, così straordinaria per tanti versi, avrà una speranza in più anche nella lotta alla droga.

Anna Maria Mariani
(Assessore Servizi e Opportunità)


A MO’ DI PREMESSA

“Dei giovani bisogna saper ascoltare le parole ed avere il coraggio di spenderle insieme”. La frase è di Franco Floris – direttore della rivista Animazione Sociale edita dal gruppo Abele – e la riportiamo perché ci è piaciuta e perché, in sostanza, rappresenta la modalità di approccio che l’Assessorato ai Servizi ed alle Opportunità ha deciso di adottare per il proprio progetto giovani denominato UP (unità di prevenzione) e dedicato alla prevenzione primaria dell’uso di droghe e non solo.
Dietro al progetto UP ci stanno due passaggi importanti: la ricerca sulle tossicodipendenze promossa dall’amministrazione comunale e coordinata dal compianto professor Roger Lewis, di cui pubblichiamo una sintesi, che ci ha permesso di conoscere meglio le ragazze ed i ragazzi della nostra città, ed un dispositivo legislativo che ha trasferito la responsabilità della prevenzione dalle AUSL-SERT agli Enti Locali, che già titolari del governo del territorio, sono stati individuati come gli attori più coerenti per la difficile opera di lotta alle droghe.
Abbiamo così scoperto che i giovani di Reggio assomigliano a quelli di Londra così come a quelli di Nismozza. Che sono forti consumatori di merci ed attività ma allo stesso tempo alla dolorosa ricerca di una nuova socialità.
Che dietro ai consumi sempre più forti di ecstasy (in verità di nuove e vecchie sostanze, che ci consegnano il profilo di un inedito consumatore, trasformato in un assuntore di micidiali mix) c’è una forte problematicità che affonda le radici nel consumo culturale che diventa uno schizofrenico scenario di ambiguità, dove la società propone modelli e poi si preoccupa delle devianze scaturite dall’uscita dalle norme. E che le istituzioni, principalmente, e tutta la collettività, devono imparare ad ascoltare i giovani, con coraggio, cercando di capire in cosa credono ma soprattutto credendo in loro.
Di seguito presentiamo le azioni per il 2001 messe a punto dall’Unità di Prevenzione del Comune di Reggio Emilia:

Unità Mobile
Il progetto unità mobile è una sorta di ufficio giovani itinerante capace di ripercorrere le strade delle nuove tribù giovanili (discoteche, quartieri, concerti, insomma i luoghi della socializzazione) per parlare di prevenzione, per ascoltare, e poi, per costruire, insieme, risposte sul territorio. Il progetto è finanziato dall’amministrazione comunale e in parte dal fondo nazionale di lotta alla droga e attuato in convenzione con l’Associazione Papa Giovanni XXIII.

Centro d’Ascolto
Il progetto prevede presso la sede comunale di via Vasco da Gama ,11/a l’attivazione di un centro d’ascolto rivolto a giovani, consumatori e non, ai loro genitori, ai loro insegnanti e ai loro amici. Contestualmente viene incoraggiata la nascita di gruppi di auto aiuto per momenti di confronto, scambio di esperienze e attraverso la forza del gruppo viene favorita la costruzione di strategie educative più mirate. Anche questo progetto è finanziato dal Comune e dal fondo nazionale di lotta alla droga e agito in convenzione con il Centro di solidarietà di Reggio Emilia (per chiedere un colloquio, basta telefonare allo 0522 324218 tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19; il sabato dalle 9 alle 13).